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Professione Operatrice Socio Sanitaria: tutto quello che devi sapere

Tra le professioni sempre più richieste al giorno d’oggi c’è quella dell’OSS ovvero l’Operatrice Socio Sanitaria, in questo articolo vedremo tutto quello che devi sapere: chi è, cosa fa, quali sono le sue mansioni, che corsi seguire per diventarla, come specializzarsi e dove poter lavorare.

Si dice spesso che chi nasce con l’inclinazione di aiutare gli altri finisce con il diventare parte del personale sanitario e assistenziale. Ma l’operatrice socio sanitaria è una figura tecnica che supporta gli infermieri, è dotata di autonomia e competenze proprie stabilite dall’Accordo Stato-Regioni del febbraio 2001.

Oggi si tratta di una figura indispensabile, capace di operare in contesti molto differenti e in possesso di competenze molteplici. Infatti, sempre più spesso anche strutture non prettamente sanitarie e assistenziali si avvalgono dell’impiego di questa tipologia di professionisti. Data la continua crescita della domanda di operatrici socio sanitarie, sono disponibili sempre più corsi per ottenere l’attestato qualificante al lavoro.

Come vedremo nel corso dell’articolo, dopo aver conseguito questo titolo, lo studente può continuare il suo percorso di studi fino a ottenere una specializzazione più specifica. È importante ricordare che si tratta pur sempre di una professione sanitaria, perciò, il possesso di determinate competenze è un elemento caratterizzante e imprescindibile di questo ruolo. 

Chi è l’Operatrice Socio Sanitaria? Quali sono le sue mansioni?

L’operatrice socio sanitaria è una figura professionale riconosciuta e codificata dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Il profilo di questo ruolo fu definito per soppiantare le precedenti figure dell’operatore tecnico addetto all’assistenza, ovvero dell’OSA. Per ricoprire questa carica professionale è necessario superare un esame qualificante al termine di un corso specifico e ottenere così un attestato.

Il ruolo principale dell’operatore socio sanitario è quello di soddisfare i bisogni primari della persona, più spesso del paziente. Essendo un ruolo molto richiesto sono le regioni stesse ad attivare dei corsi in base al fabbisogno delle differenti aree. Ci sono dei requisiti necessari che è importante non trascurare, ma non è difficile trovare un corso finanziato dallo Stato oppure erogato da un ente privato.

Una delle caratteristiche più interessanti di questo ruolo è la posizione a cavallo tra il sociale e il sanitario. Ciò significa che l’operatrice socio sanitaria svolgerà la sua attività in differenti tipologie di struttura. Infine, è possibile anche lavorare come OSS direttamente a domicilio. In ogni caso sono previste gerarchie specifiche in base alla struttura in cui si esercita la professione. L’OSS deve svolgere supporto tecnico al personale medico presente. 

Cosa fa l’Operatrice Socio Sanitaria? Tutte le competenze necessarie

L’OSS svolge molteplici mansioni molto differenti tra loro, infatti si tratta di una figura professionale con competenze variegate in base anche alla realtà lavorativa in cui poi si troverà immersa. L’operatrice socio sanitaria può lavorare con utenti che si trovano in una condizione di disagio sociale, di fragilità o con patologie particolari. L’unica competenza strettamente necessaria è quella in ambito sociosanitario così da poter eseguire un intervento assistenziale.

In ogni caso l’OSS collabora strettamente con gli infermieri presenti in struttura ed esegue attività di supporto. Collabora all’attuazione delle terapie e utilizza metodologie di lavoro comuni con il resto del personale medico. L’operatrice socio sanitaria deve possedere competenze specifiche per promuovere il benessere psicologico e relazionale del paziente, essere in grado di adattarsi al contesto istituzionale, domestico e ambientale. Inoltre, deve assistere la salute del paziente conoscendo l’utilizzo di semplici apparecchi medicali e le procedure di somministrazione dei farmaci più corrette.

Inoltre, deve essere capace di riconoscere i parametri vitali e percepire le alterazioni, saper raccogliere, stoccare i rifiuti e svolgere semplici medicazioni. Come puoi vedere le mansioni di questo ruolo sono molteplici e variegate. Non c’è da stupirsi che sia necessario un percorso formativo specifico.

Percorso formativo per diventare OSS

Per diventare operatrice socio sanitaria è obbligatorio seguire percorsi formativi specifici e superarne gli esami finali al fine di ottenere un attestato di qualifica professionale. Ciò è stato stabilito dalla conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22 febbraio 2001 con la compresenza del Ministro della Sanità, il Ministro della Solidarietà, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Oggi per lavorare come OSS è necessario essere in possesso dell’Attestato di qualifica professionale di operatore socio sanitario riconosciuto sia dalla Regione che valido a livello Nazionale ed Europeo. Fortunatamente crescendo la domanda di queste figure, anche le possibilità di seguire un corso sono in continuo aumento. 

Normalmente per accedere a questi percorsi formativi non sono necessari particolari requisiti preesistenti. Le uniche condizioni obbligatorie sono il compimento della maggiore età e il possesso di un diploma della scuola dell’obbligo. Anche gli individui che fanno parte del personale OSA possono partecipare a uno di questi corsi così da prendere l’attestato OSS. In quest’ultima casistica il percorso avrà una durata inferiore.

Segui un corso per OSS

Il corso per diventare OSS ha una durata di 1000 ore totali suddivise in una parte teorica, una costituita da esercitazioni e stage, una sotto forma di tirocinio. In particolare, quest’ultimo aspetto costituisce un requisito fondamentale per preparare adeguatamente il professionista di domani. Iniziare un affiancamento è il modo più semplice per apprendere velocemente il mestiere.

Durante il corso lo studente imparerà a promuovere benessere psicologico e relazionale del paziente, a adattarsi al contesto e all’ambiente, ad assistere la salute del paziente e a curarne i bisogni primari. La parte teorica affronterà questi quattro aspetti in modo completo e approfondito.

Al termine del corso verrà rilasciato l’Attestato di qualifica professionale di operatore socio sanitario riconosciuto a livello Nazionale ed Europeo. Essere in possesso di quest’ultimo è un requisito fondamentale per esercitare la professione di operatrice socio sanitaria in tutte le strutture sanitarie e assistenziali. 

Lavorare come Operatrice Socio Sanitaria

Dopo aver conseguito l’attestato di qualifica finale lo studente è a tutti gli effetti un operatore socio sanitario e può iniziare a lavorare come tale in qualsiasi struttura sanitaria o assistenziale. Si tratta di un lavoro impegnativo e a volte faticoso che però è capace di dare grandi soddisfazioni a chi lo ha scelto per passione. Mettere le proprie competenze al servizio del prossimo non è da tutti ma è essenziale al proseguo della nostra società democratica.

Molto spesso il lavoro di OSS è suddiviso su più turni, così da assicurare assistenza ai pazienti anche in orario notturno oltre che in quello diurno. In base alla struttura dove l’operatrice si troverà a lavorare, potranno esserci gerarchie più o meno rigide ed equipe di lavoro più o meno folte. Nelle strutture più grandi esiste anche la figura della coordinatrice OSS ovvero di una persona incaricata della gestione delle squadre di lavoro. L’operatore socio sanitario dovrà assistere il personale medico presente in struttura nelle operazioni richieste e dovrà prendersi cura direttamente nei pazienti.

In quali strutture è possibile?

L’operatrice socio sanitaria può svolgere la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in ambiente ospedaliero oppure al domicilio dell’utente, in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario sia residenziali che no. Questa figura professionale si troverà a operare quindi in contesti molto differenti tra loro.

In base alla tipologia di struttura potrebbe avere più o meno superiori, mansioni o pazienti. Per questo motivo assume un’importanza fondamentale il tirocinio durante il percorso di studi. Inoltre, sempre più realtà esterne al mondo socio-sanitario stanno iniziando ad avvalersi dell’aiuto di operatrici socio sanitarie.

Un esempio è il mondo scolastico dove gli alunni più fragili oppure portatori di handicap vengono spesso accompagnati e assistiti da un OSS. In questo caso i compiti potrebbero essere differenti. Infatti, in contesti di questo tipo è più l’aspetto relazionale che prevale su quello sanitario assistenziale: il problema più grande è spesso l’integrazione di questi alunni con il resto della classe.

Specializzazioni per Operatrici Socio Sanitarie

Si sente spesso parlare di specializzazioni per operatrici socio sanitarie ma in realtà sarebbe più corretto parlare di corsi integrativi che possono indirizzare la carriera dell’OSS verso una direzione più specifica. A volte le specializzazioni non sono nemmeno frutto di un reale percorso di studio, ma derivano semplicemente dagli anni di esperienza maturata sul campo.

Quest’ultimo è il caso delle OSS specializzate per reparto. Per quanto riguarda invece i corsi integrativi è da segnalare che ne esistono di diverso tipo in base alla funzione che si andrà poi a svolgere. Non c’è nessun obbligo di proseguire il proprio percorso formativo, ma per accedere a questi corsi integrativi è invece requisito necessario l’essere già in possesso dell’Attestato di qualifica professionale come operatore socio sanitario

Coordinamento, reparto o struttura esterna

Tra le specializzazioni possibili per un’operatrice socio sanitaria ve ne sono tre macro tipologie piuttosto interessanti. La prima possibilità è rappresentata dal poter diventare coordinatore OSS: un ruolo gestionale e manageriale che prevede competenze avanzate specifiche. In pratica ci si troverà a gestire e coordinare un’equipe di operatori socio sanitari.

La seconda possibilità è quella di specializzarsi sul campo: per esempio, per lavorare in reparti delicati come la sala operatoria è abitudine frequente che l’OSS faccia esperienza diretta affiancata da un infermiere preparato.

Infine, l’ultima possibilità è quella che accennavamo nel paragrafo precedente: lavorare come operatrice socio sanitaria in una struttura non assistenziale o sanitaria.  Anche in questo caso non esiste un corso integrativo specifico, ma è possibile seguire alcune attività formative congruenti alla struttura esterna dove si andrà a operare. Nel caso della scuola esistono corsi di formazione sull’ infanzia.

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